ISTANBUL

PICCOLI CONSIGLI

Istanbul è una città dai forti contrasti. Lingue, religioni, abbigliamenti e stili architettonici si alternano in un mix di fascino e romanticismo tutto suo. Visitando questa città ho avuto un’ennesima conferma sul fatto che i pregiudizi non vanno mai portati in valigia, lasciamoli a casa. Una città dove regna il caos organizzato, dove nelle stesse strade si sentono i richiami islamici del muezzin e le campane delle chiese cristiane, dove di alcune donne si vedono soltanto gli occhi e di altre degli occhi non ci si fa nemmeno caso.
Istanbul è una città grande e come tutte le città grandi ci sono migliaia di taxi ovunque. Occhio alle ore di punta, potreste rimane ingolfati in un fiume di traffico e smog molto più del previsto. Il miglior modo per visitare la città, nonostante i diversi mezzi pubblici a disposizione, è sicuramente quello di CAMMINARE e perdersi tra le vie di questa fantastica città. Di locali per mangiare ce ne sono veramente tanti e quelli meno turistici spesso non hanno il menu in inglese, in compenso il cibo locale è ottimo e sicuramente da provare. Per le femmunicce nessun timore, le donne possono andar vestite come vogliono ad eccezione che per visitare le moschee: braccia e gambe coperte, velo in testa.

IL MIO VIAGGIO

GIORNO 1 – Arrivo ad Istanbul
Partito durante una tempesta di neve da Bologna con un volo della Pegasus Airlines (la low cost turca), arrivo all’aeroporto di Istanbul in prima serata e prendo subito un pullman diretto verso la città. Dietro di me un ragazzo dorme con la faccia spiaccicata sul vetro, sulla mia sinistra una ragazza russa vestita da festa in spiaggia mi chiede in inglese quante lire turche sono 100 rubli russi, davanti vedo due donne col velo e la faccia quasi completamente nascosta.  

Istanbul
LILIENTHAL BERLIN Watch

 

Turkey, Istanbul
Turkey, Istanbul

E’ sera e non è l’ora di punta, con poco più di un’oretta arrivo a Taksim Square. In un’ ondata di taxi parcheggiati inizia il classico “Taxi? Hotel? Hey!” dei tassisti, mi fermo da un ragazzo più o meno mio coetaneo e contrattiamo sul prezzo. Arriva anche un altro tizio un po’ più in su con l’età, ha un sigaro in bocca e i segni del tempo impressi sul volto. Senza nemmeno parlarmi prende la mia valigia e la carica in bauliera. Saliamo tutti e tre in auto e indico al ragazzo l’indirizzo del mio hotel su Google Maps, lo inserisce nel suo smartphone: non gli funziona il GPS. Perfetto! Uso dunque il mio telefono per indicargli la via e, tra un paio di inviti insistenti a fumare con loro, i finestrini dell’auto quasi completamente chiusi e quattro simpatiche chiacchiere in un inglese quasi elementare, la nostra nuvola di fumo galleggiante attraversa la metropoli e arriva a destinazione nella zona di Sultanahmet: Sahil Boutique Hotel. L’hotel si presenta proprio come me lo aspettavo, in stile medio orientale, elegante al punto giusto con qualche color oro sgargiante qua e là. Mi dirigo verso la hall salendo al secondo piano e qui trovo quattro donne velate in cerchio che mi fissano inspiegabilmente. Imbarazzato cerco di fare l’indifferente e di sbrigare il check-in col receptionist, quindi salgo al terzo piano. Apro la porta ed entro, la stanza sembra carina anche se piccolissima. La temperatura sale subito di 5-6 gradi, meno male le scelgo sempre col condizionatore ^_^

GIORNO 2 – Moschea Blu, Ponte di Galata

Colori sgargianti e sapori pungenti danno il buongiorno a colazione, dove quella tipica di Istanbul offre pomodori, formaggi, cetrioli, olive, uova, miele, burro, marmellate, pane, salsicce e il Menemen, un piatto a base di cipolle, peperoni, uova e paprika.

Istanbul, Breakfast
Istanbul, Breakfast

Al mattino presto le strade appaiono calme con le tipiche voci da città, gli odori delle spezie si fanno man mano più forti, alcuni bambini trasportano enormi sacchi di plastica su carri a 2 ruote appoggiati sulle spalle. Dopo le 10 inizia a svegliarsi il traffico, le auto e i furgoni da lavoro si moltiplicano, le voci dei mercanti si fanno più forti, uno strano canto simile ad un lamento si sente a malapena in lontananza, non capisco cos’è.

Istanbul
Istanbul

Come ogni primo giorno in città, giro a vuoto tra le strade. Adoro scoprire vecchi vicoli e perdermi tra gli scorci nascosti delle metropoli. Tra bancarelle, clacson e smog all’improvviso mi trovo in una grande piazza e in fondo si intravede un enorme edificio con altissime ed imponenti cupole, la famosissima Moschea Blu.  Ci sono migliaia di persone provenienti da ogni dove, si sentono tante lingue diverse, si vedono tanti vestiti diversi, tante facce diverse. Alcune donne hanno un velo in testa, altre la faccia mezza coperta, altre ancora tengono scoperti solo gli occhi. Questa cosa dei veli mi ha suscitato un po’ di curiosità e, grazie al mio miglior amico Google, ho imparato che ci sono diversi tipi di velo ed ognuno di essi viene usato da paesi differenti.

Istanbul, Moschea Blu
Istanbul, Moschea Blu

Continuo la passeggiata seguendo i binari del tram e mi dirigo verso il Ponte di Galata, quel famoso ponte presente in ogni fotografia di Istanbul. Da qui la vista è formidabile. Le navi e i traghetti passano da una sponda all’altra cariche di visitatori e di abitanti del posto, i pescatori affollano le sponde del ponte, si respira odore di mare.

Ponte Galata, Istanbul
Ponte Galata, Istanbul

Primo pranzo turco, mi affido al Drumce sotto il Ponte di Galata. Prendo a caso qualcosa che si chiama Adana Durum e delle polpette di carne. Mi arriva una valanga di piatti. Tutto squisito. Per terminare voglio provare il famoso tè alla menta turco. Che delizia!

Istanbul, Turkish Food
Istanbul, Turkish Food
Istanbul, Turkish Food
Istanbul, Turkish Food
Istanbul, Turkish Food
Istanbul, Turkish Food

Continuo la mia escursione cittadina del giorno tra le stradine interne in prossimità del Ponte di Galata e assaporo il vero stile di vita del posto. Tutto appare sotto forma di mercato, chiunque vende qualcosa. Si respira storia e profumo di spezie tra queste vie.

GIORNO 3 – Moschea Piccola Santa Sofia, Cisterna Basilica, Moschea Santa Sofia, Taksim Square

Nuovo giorno, nuovo itinerario. La prima tappa di oggi è la Moschea Piccola Santa Sofia, poco conosciuta dai turisti ma tra i siti più belli da vedere in città. Si nota subito una netta differenza rispetto ad altre moschee. Ex chiesa trasformata poi in moschea, questo edificio mostra la completa fusione tra architettura bizantina e ottomana, un connubio perfetto tra due diverse religioni. Per gli appassionati, impossibile non visitarla.

Sull’itinerario ci sono ancora la Basilica di Santa Sofia e la Cisterna Basilica, continuo il mio percorso tra le vie del centro. Gocce di pioggia scendono a tratti, stormi di gabbiani si alternano nel cielo. Il centro pedonale è un intero mercato, qua tutto si vende, tutti vendono qualcosa.

Istanbul
Istanbul

Oggi entrare nei siti turistici di questa città è come attraversare il gate di un aeroporto. Super controlli di sicurezza e metal detector ad ogni entrata. Varcate le soglie, tutto viene ripagato con immagini incantevoli. Di qualunque religione uno possa essere non è possibile non apprezzare dei capolavori artistici come questi. La Basilica di Santa Sofia è letteralmente da WOW all’interno. Persone da ogni dove del pianeta con la testa all’insù, incantate, fanno dimenticare ogni religione. La Cisterna Basilica un posto molto particolare, mood tetro. Assolutamente da visitare anche lei.

Istanbul, Santa Sofia
Istanbul, Santa Sofia
Istanbul, Cisterna Basilica
Istanbul, Cisterna Basilica

La mattina volge presto al termine e la fame si fa sentire. Difficile scegliere dove mangiare, ma soprattutto cosa mangiare. Una cosa certa è che il cibo turco è molto buono.
Finito il pranzo attraerso di nuovo il Ponte di Galata e mi dirigo verso Taksim Square. Qui la città cambia volto, diventa assolutamente occidentale. Le bancarelle si trasformano in stand pubblicitari e i chioschetti in banche e

negozi alla moda. Sì, questa è l’area dello shopping. Si respira vitalità, movimento. Ci sono gruppi di giovani che in cerchio fanno canti e balli di gruppo. Un tram retrò rosso fuoco attraversa sui binari la folla.

Taksim, Istanbul
Taksim, Istanbul
Taksim, Istanbul
Taksim, Istanbul

Sono stanco, è tutto il giorno che cammino. Intravedo un piccolo parco, mi appresto a cercare una panchina. Nemmeno 2 minuti e un ragazzo ed una ragazza mi si avvicinano, hanno in mano una grande telecamera semi-professionale. Non capisco cosa vogliono da me. Mi parlano in turco, rispondo loro in inglese. Niente, non parlano inglese. Tra qualche parola tradotta male con Google Translator e qualche gesto di mimo, capisco che vorrebbero una mano per fare riprese per un loro video. Accetto e ci facciamo un paio di risate. Ci ferma la polizia, ci parlano loro. Credo di capire che ci vogliono dei permessi per registrare in questo parco. Continuano le riprese altrove. Entusiasti per averli aiutati, i due ragazzi sorridenti mi chiedono di seguirli. Così faccio. Mi portano ad  un chioschetto e mi offrono la merenda. Che carini! Mi fanno assaggiare una bevanda turca, molto strana. Assaggio, oddio che schifo. Acqua calda, latte, sale!?!?

Istanbul people
Istanbul people
Istanbul people
Istanbul people

La compagnia è stata piacevole e si è fatto tardi, non mi faccio di certo scappare una bella foto al Ponte di Galata in notturna illuminato dai numerosi ristoranti sulla riva del fiume. Proprio qui la cena non si farà attendere 🙂

Istanbul, Ponte di Galata
Istanbul, Ponte di Galata

GIORNO 4 – Gran Bazaar, Bazaar Egizio, Torre di Galata

Ho deciso che oggi sarà giornata di shopping e ad Istanbul ci sono dei posti magici per fare acquisti: il Gran Bazaar ed il Bazaar Egizio. In questi giganteschi mercati quasi completamente al chiuso si vive proprio l’anima di questa città. Colori, colori, colori. Odori, odori, odori. C’è da perdersi sia fisicamente che mentalmente. Passeggiando tra queste stradine strette e pienissime di chioschi si sprofonda letteralmente nella quotidianità locale. Ho letto che passano tra le vie del Gran Bazaar oltre 250.000 persone al giorno. Impressionante!
Dire che il caos regni sovrano non è proprio vero. E’ vero che c’è un via vai pazzesco, ma è anche vero che entrambe le strutture sono completamente organizzate in ogni piccolo angolo, con tanto di controlli e metal detector in entrata ed uscita.

Istanbul, Gran Bazaar
Istanbul, Gran Bazaar

Ai Bazaar di Istanbul passano i minuti, le ore, le giornate intere senza accorgersene. Si cammina e cammina all’infinito scoprendo sempre nuovi vicoletti con nuovi chioschi, colori, volti. Noto una cosa, i prezzi qui sono assolutamente super gonfiati. Decido che è meglio comprare tra le vie della città.

Istanbul, Gran Bazaar
Istanbul, Gran Bazaar

Uscito dalle grinfie dei mercanti ceno un un piatto tipico turco chiamato Kompir, una vera prelibatezza fatta da una patata ripiena di un mix di salse, verdure e carne. Che bontà!
Finito di rifocillarmi mi reco verso la Torre di Galata per visitare il punto più panoramico della città e, ovviamente, scattare qualche bella foto al tramonto! Faccio la fila, il ticket, entro. Mi sequestrano il cavalletto promettendomi di ridarmelo all’uscita per motivi di sicurezza. Trovo la cosa un po’ esagerata, ma ill tramonto non ha deluso. Fantastici colori rosei mi hanno riempito di felicità.

Istanbul, Sunset
Istanbul, Sunset

GIORNO 5 – Topkapi, Moschea di Sokol

Sveglia presto alla mattina e mi incammino senza navigatore per le strade interne del centro. La passeggiata si allunga fino a ad arrivare a Palazzo Topkapi e la Moschea di Solimano, luoghi di una maestosità inaudita. Si respira storia da tutti gli angoli. Come sempre si entra senza scarpe, regna il silenzio. Qui le persone sorridono sempre, con o senza velo. Qualche religioso si appresta a fare da guida turistica in varie lingue. Dalla Moschea di Solimano c’è una vista della città bellissima, non perdo occasione per sfoggiare la mia macchina fotografica. Il tempo non è dei migliori, pioviggina qua e la e tira un vento molto freddo. C’è poca gente, situazione perfetta per visitare questi posti.

Istanbul, Moschea di Solimano
Istanbul, Moschea di Solimano

Il pranzo del giorno viene affidato ad un bel piatto di Kebab, uno dei migliori che abbia mai mangiato. Tra i vari blog trovati online, ho letto di un posto quasi sconosciuto con una vista spettacolare della città: il Buyuk Valide Han. Questo posto è un vecchio caravanserraglio con un aspetto assai trasandato. Non ci si scommetterebbero 5 lire! Trovarlo non è semplice, ci si perde tra i vicolini interni ed è quasi obbligatorio dover chiedere in giro. Entro in una corte salendo una scalinata, imbocco un corridoio che fa sembrare di essere in un luogo abbandonato. Sento voci, rumori. Ci sono artigiani e manufatturieri che lavorano tranquillamente. Preso sempre più dalla curiosità e con un pizzico di senso d’avventura, continuo il percorso tra scalinate buie e corridoi sempre più stretti. L’ossigeno si camuffa con la polvere. Improvvisamente vedo una luce, salgo ancora e arrivo su una terrazza. WOW! La vista è uno spettacolo, sono letteralmente sui tetti della città!

Lascio il link a chi fosse interessato in dettaglio: http://www.adventurefaktory.com/best-view-of-istanbul-at-the-secret-rooftop-buyuk-valide-han/

 

Istanbul, Buyuk Valide Han
Istanbul, Buyuk Valide Han
Istanbul, Buyuk Valide Han
Istanbul, Buyuk Valide Han

Nel pomeriggio decido di incamminarmi verso zona Taksim e visitare altri vicoletti nascosti. Come sempre la zona è stracolma di persone di tutte le razze. Non so perchè, ma mi è sempre piaciuto vedere così tante persone diverse tra loro su un’unica strada. Tramite whatsapp mi organizzo coi ragazzi conosciuti due giorni fa per fare cena insieme. Mi invitano a casa della ragazza, cucino io allora! Andiamo al market del quartiere, vediamo di comprare qualcosa che si possa avvicinare alla cucina italiana. Alla fine riesco a raccimolare soltanto una scatoletta di tonno, una cipolla, qualcosa che assomiglia lontanamente ad un barattolo di pelati, una panetta di burro (l’olio d’oliva l’hanno finito) ed un pacco di penne Barilla. Tra una penna e l’altra, e col fatto che i due non parlano una lingua a me comprensibile, la serata la passiamo guardando video demenziali su Youtube 🙂

Istanbul, Taksim
Istanbul, Taksim

GIORNO 6 – Istanbul d’oriente

Ultimo giorno ad Istanbul. Cosa manca? Attraversare il Bosforo ed andare a farsi un giro in Asia! Arrivato al Ponte di Galata, mi imbarco su uno dei numerosi traghetti e si parte cullati dalle onde del Bosforo. In mezzo al grande fiume si intravede una vista molto particolare della città. Che bellezza!

Istanbul, Bosforo
Istanbul, Bosforo

Arrivati. Scendo dal traghetto, alzo la testa e noto subito una netta differenza con la Istanbul che conosco. Tutto è “meno occidentale”. E’ proprio vero quel che si dice su questa città, basta passare da una strada all’altra ed è come cambiare città.
Non sono passati nemmeno 5 minuti e subito parte il famoso Muezzin proprio a ridosso della Moschea davanti al porto. Un fiume di uomini corre a pregare svuotando le strade. Al lato della Moschea campeggia un enorme cantiere.

Istanbul, Asia
Istanbul, Asia

Il sapore della città prende una piega ancora più tradizionale. Chioschetti, bancarelle e ambulanti cercano di vendere qualunque cosa, ma in maniera meno invasiva. Cammino, cammino, cammino tanto. Mi perdo tra i vicoli. Anche qui il traffico è davvero caotico, ma meno organizzato. Dopo l’azzurro del fiume, tornano i colori accesi e sgargianti dei mercati. Frutti, verdure, abiti. Come sempre mi perdo tra le vie della città, adoro farlo. I profumi dei bar e dei ristoranti sono forti, le voci dei mercanti ancor di più. Stuzzico qualcosa qua e là tra le bancarelle, non c’è niente che non mi piaccia. Il folklore di questo posto prende il sopravvento. Il turismo di massa quì ancora non è arrivato.

Istanbul, Asia
Istanbul, Asia
Istanbul, Asia
Istanbul, Asia

La mia visita in Oriente giunge al termine tornando al porto e di nuovo sulla sponda occidentale. Non sono contento, ho voglia di passeggiare ancora. Il mio cammino prosegue lungo il fiume fino ad arrivare al punto dove L’Europa e L’Asia si tengono per mano, il Ponte sul Bosforo. E’ un normalissimo ponte con niente di particolare, ma la sua importanza fa cambiare tutto. Questo luogo sarà perfetto per rilassarsi su una panchina, in riva al fiume a godersi il tramonto per l’ultima volta.

Istanbul, Ponte sul Bosforo
Istanbul, Ponte sul Bosforo
Istanbul, Sunset
Istanbul, Sunset
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