THAILANDIA

La Thailandia per me è “la prima volta che ho varcato la soglia d’Europa”. Il mio primo volo “pranzo e cena”. Il mio primo viaggio “lontano” da casa dove ho potuto conoscere una cultura completamente diversa da quella a cui sono abituato. Dal cibo locale ai paesaggi mozzafiato, la Thailandia non può che lasciarmi ricordi assolutamente positivi, ma c’è una cosa che mi ha colpito maggiormente di questa esperienza: la gente. I thailandesi sono fantastici. Ad ogni mia domanda “Sorry.. where is …?” con mappa alla mano, mi hanno sempre risposto in maniera educata e cordiale anche quando l’inglese non sapevano nemmeno cosa fosse. Sempre pronti a regalare un sorriso.

BANGKOK

PICCOLI CONSIGLI

Bangkok è immensa, caotica, calda. Il sole ti cuoce e il mix di smog e umidità ti fa mancare il respiro. Attrezzatevi di una crema solare, vestiti comodi e tanta pazienza. Il mezzo di trasporto per eccellenza della città è il TUK TUK. Con 100 THB fanno una tratta e, a differenza dei taxi, sono più agili e spericolati nel traffico. Se camminate leggeri ci sono disponibili anche i taxi a 2 ruote.
Nonostante la Thailandia abbia ricevuto una grossa influenza occidentale negli ultimi decenni, le persone non hanno dimenticato le loro origini ed abitudini. La città cambia radicalmente da un quartiere all’altro, tra enormi grattacieli moderni e antiche casette di legno e lamiera.
Se siete intenzionati a visitare il mercato galleggiante, vi consiglio di andare a quello di Damnoen Saduak ad un ora e mezza di auto da Bangkok, molto più autentico di quello presente nella capitale. Per raggiungerlo potete ingaggiare un autista con le app Grabber e Uber.

IL MIO VIAGGIO

GIORNO 1 – Surat Thani
Dopo una bella settimana di mare sull’isola di Koh Phangan mi fermo di nuovo al Bun Hotel di Surat Thani per attendere l’aereo che mi porterà a Bangkok l’indomani. Leggera nostalgia di tipico consumismo occidentale, dunque tappa al grande Central Plaza. Migliaia di negozietti, design moderno, noto che alcuni commessi DORMONO!? Le dicerie che si dicono sui thailandesi che non si ammazzano di lavoro sembrano confermarsi 🙂 Per mangiare c’è l’imbarazzo della scelta, di tutti i tipi e per tutte le tasche. Opto per il Nakuya con formula All You Can Eat. Entro, mi sento osservato. Alcuni clienti thailandesi si voltano e mi salutano sorridendo, sembro famoso. Ricambio salutando in inglese e ricambiando loro il sorriso con piacere. Due camerieri mi accompagnano al tavolo, al centro di esso c’è una buca con una piastra dove posso cuocere ciò che ordino. Fico! Mangio, tutto squisito. Peccato nessuno capisse l’inglese perchè avrei fatto volentieri due chiacchiere. La serata volge al termine tornando in hotel.

Thai food, Sura Thani
Thai food, Sura Thani

GIORNO 2 – Primo approccio a Bangkok, Siam Square
Sfrutto per l’ultima volta l’ottima la colazione del Bun Hotel, chiamo un taxi e mi faccio accompagnare all’aeroporto di Surat Thani dove mi aspetta un volo interno della Thai Smile con il loro spuntino a bordo. Arrivato all’aeroporto di Bangkok Suvarnabhumi, prendo la City Line dell’Airport Rail Link per arrivare alla fermata di Phayathai. Lungo la via c’è una colonia di migliaia di taxi, sembrano formiche. Ne scelgo uno a caso e gli mostro Google Maps con l’indirizzo in inglese del Prince Palace Hotel. Sembra non saper leggere il nostro alfabeto. Provo a tradurre in thailandese col più semplice dei traduttori, stavolta ha capito!

Bangkok
Bangkok

Il tassista si immerge nel traffico, c’è un caos pazzesco. Sembra di essere proprio come nei film, imbottigliati FERMI nell’infinito traffico di città. Prende un paio di forbicine, inizia a tagliarsi la barba ad ogni stop nel traffico, poi prende un sacchetto marrone e sputa dentro. Che schifo! Prima di arrivare a destinazione spara 3-4 rutti come se non ci fosse un domani. Non riesco a crederci.
Arrivato all’indirizzo indicato mi trovo davanti ad un vero e proprio grattacielo, è la prima volta. Questo edificio è veramente enorme! Entro dentro, mi accoglie l’usciere e in reception faccio subito il check in. Nemmeno 5 minuti e sono al diciasettesimo piano in una stanza gigante, tanta eleganza e vetrata con vista city, sembra una suite!

Devo assolutamente comprarmi una nuova action cam per portarmi a casa almeno qualche straccio di video di Bangkok, ho letto dell’enorme MBK Center a Siam Square e proprio questa sarà la prima tappa.
Scendo in strada, nemmeno il tempo di fare un passo e mi suonano in 3 o 4.. sono proprio loro, i Tuk Tuk!! Inizia subito un’ardua trattativa sul prezzo della corsa, ci sto prendendo gusto. Il prezzo è fissato, 100THB. Si parte. Ad ogni curva rischio la vita, sembra di stare su una giostra. Pazzesco!

Bangkok, Tuk Tuk
Bangkok, Tuk Tuk

Eccoci arrivati a Siam Square, principale area dello shopping di Bangkok. MBK Center è una vera e propria città con i suoi ben 7 piani pieni zeppi di negozi e bancarelle. Dopo un po’ di tempo per ambientarmi mi trovo al 4° piano dove mi appare un mondo di elettronica sopratutto low cost. Mi fermo ad una bancarella tra mille, sto cercando una nuova SJCAM5000x Elite. Mi portano da un altro venditore, poi un altro ed un altro ancora. Trovata! Inizia la trattativa, vuole farmi pagare quanto in Italia, non esiste! Trovato il prezzo giusto. Facciamo l’affare. Finalmente ora posso tornare a registrare qualche video. Il giro continua, sembra infinito. A cena assaggio per la prima volta la pizza di Pizza Hut, pensavo meglio.

Bangkok
Bangkok

GIORNO 3 – I templi, Gita in barca per Bangkok, Mercato notturno di Pat-Pong
Nuovo Tuk Tuk nuova trattativa, mi fermo al Sunset Cafè & Woodworks per fare colazione. Il locale è tipico thailandese, minimale e caratteristico. La colazione è preparata al momento, molto buona. Peccato per il finale, provo ad indicargli le due dita di caffè che vorrei in un ESPRESSO, ma niente da fare.
Oggi il programma prevede il giro dei principali templi della città: Wat Phra Kaew, Wat Pho con l’impressionante Buddha sdraiato lungo 43 metri ed infine, attraversando il fiume con una traghetto al solo costo di 5 THB, raggiungo Wat Arun e mi godo la sua magnifica vista di Bangkok dall’alto.

Thai people
Bangkok, Thai people

Si respira grande pace da quassù, si vede la città lontana e le persone piccole come formiche. Il cielo diventa nero improvvisamente, le nuvole si muovono velocissime, inizia una tempesta. Sembra l’apocalisse. Passano venti minuti e tutto finisce.

Bangkok
Bangkok, Wat Arun

Riscendo l’infinita scalinata del Wat Arun e a piedi mi dirigo verso uno dei molteplici moli (Klongs) del fiume Chao Phraya, dalla parte di Thonburi. Trovo un barcarolo disponibile a farmi fare un giro di un’oretta navigando il fiume per tutta la città, contrattiamo e si parte! Il giro si fa subito divertente e piacevole. Ci spostiamo dal fiume principale ai canali interni e qui il contesto della città cambia molto. Possiamo dire che entriamo nella parte più autentica e vecchia di Bangkok, lo scenario ci presenta una serie di casette di legno e lamiera arrangiate su palafitte nell’acqua. Il mood è estremamente autentico ma nel tempo stesso abbastanza triste, qui per la prima volta in vita mia vedo la vera povertà. Vedo ammassi di spazzatura come discariche sulle rive dei canali, abitazioni di fortuna in piedi quasi per miracolo con sporcizia, rottami e panni stesi uno sopra l’altro. Vedo a pochi metri distanti da tutto ciò bambini giocare felici in acqua, quell’acqua di un colore grigio e marrone scuro che non promette assolutamente niente di buono. Fotografare queste cose dà quasi fastidio, come fosse una mancanza di rispetto nei loro confronti.

Bangkok
Bangkok

Cala il sole con un magnifico tramonto ed il mio stomaco comincia a richiedere del cibo. Il mio caro amico TripAdvisor mi dice che c’è un interessante pub americano tra le arterie del centro di Bangkok, lo Smokin Pug American BBQ. Locale a luce soffusa molto carino, prezzi europei, panini da urlo. Andateci! Finita la squisita cena americana cammino lungo il Lumphini Park e raggiungo il celebre quartiere di PatPong, uno dei quartieri più famosi di Bangkok grazie alle “strade a luci rosse” e al grande mercato notturno. Il mercato notturno di PatPong è una vera è propria esperienza, centinaia di bancarelle con ogni sorta di mercanzia in vendita, forti odori di cibo speziato thailandese ed infinite proposte di entrare in qualche locale hot.  Caos, tanto caos. Si avverte un’atmosfera di proibito incredibile in questo posto 🙂
Sono stanco, ho camminato molto oggi ma non è ancora abbastanza tardi per andare a dormire. Decido di rilassarmi un po’ con un bel thai massage. Ce ne sono veramente tanti sulle strade, ne scelgo uno a caso: Gomarapat Massage. Con 250 THB un’ora di sacro thai massage è proprio quello che ci vuole!

Bangkok
Bangkok

GIORNO 4 – Chinatown, Silom roads, Jim Thompson’s House, Koh San Road
Questa mattina ho deciso di visitare uno dei quartieri più famosi del pianeta: China Town. Ho letto che in Thailandia è il più tradizionale al mondo. Mi faccio accompagnare da un Tuk Tuk nei pressi del quartiere. Il traffico sulla strada principale sembra un fiume in piena, clacson, rumori di motore e gas di scarico ne fanno da padrona.

Bangkok
Bangkok, Chinatown
Chinatown
Bangkok, Chinatown

Tantissima gente, tantissime stradine interne, c’è da perdersi nel vero senso della parola. Un concentrato di bancarelle e negozietti letteralmente attaccati l’uno l’altro con in vendita qualunque cosa. In nemmeno 2 metri ci sono polli appesi con ancora il sangue che cola per terra ed un banco che vende viti, bulloni ed attrezzi da lavoro. Frutta fresca e granite quasi appoggiati su un banco di vestiti di seta. Medicinali moderni e tradizionali sfiorano il banco del pesce fresco. Gioiellerie, tantissime gioiellerie. Le strade sono lunghissime, strettissime, affollatissime. Il sole picchia ad oltre 35°, l’odore di cibo comincia a diventare nauseabondo. E’ una vera sfida, questo posto non è per tutti. Sarà che ho scelto il giorno sbagliato, ma dopo poco più di un’ora la decisione di andar via è inevitabile. Il caos è devastante. Ho una fame che muoio, il pollo fritto di KFC appena fuori China Town sembra manna dal cielo.
Decido che è il momento di addentrarmi tra le strade di Silom, una zona molto viva e centro finanziario della città. Mi ci accompagna un taxi verde e rosa. Faccio tappa al True Coffee per una buonissima ice chocolate, bar molto carino e pieno di giovani a studiare. Ci sono palazzoni moderni e giganteschi, lo stile di vita è assai diverso da quello visto fin’ora. Sembra di essere in un’altra città.

Altra meta presente tra i miei appunti da raggiungere in giornata è la Jim Thompson’s House, un vero gioiellino non molto noto ai turisti, poco distante da Siam Square ed oasi nascosta nel cuore di Bangkok.
Grazie a Google Maps raggiungo il Klong che prende il nome proprio dalla casa di Jim e percorro un marciapiede in riva al fiume. Ad ogni passo che faccio mi rendo conto che mi sto allontanando sempre di più dal caos frenetico del traffico thailandese. I muri pittoreschi pieni di graffiti colorati, i panni stesi alle ringhiere e le casette di legno e lamiera sull’altra sponda raccontano un pezzetto di vita quotidiana di questo paese. Ogni tanto spunta una bancarella che vende succhi di frutta fresca. Passano due ragazzi, mi sorridono.

Bangkok
Jim Thompson’s House, Bangkok

Arrivo a destinazione e mi si presenta davanti un’ oasi verde, sembra uscita da un film. Tutto è perfetto, rilassante. Delle ragazze Thai sorridono e mi accompagnano alla reception. Faccio il biglietto con guida in inglese, via le scarpe, entro. Atmosfera unica, rarefatta. La “casa” è tipica thailandese, costruita su una palafitta di fronte ad un piccolo giardino tropicale, le stanze ai vari piani sono piene d’oggetti d’arte, i dettagli sono curati in maniera maniacale. La visita dura circa 45 minuti. La guida appare professionale e simpatica. Sono proprio contento di non essermi perso questa piccola gioia.
Il sole inizia a calare, la fame ad aumentare. Decido di fare una bella passeggiata lungo Koh San Road e di cenare in uno dei tantissimi localini di zona. Solita bolgia, solita vita, solito spettacolo Thai.

Bangkok
Bangkok

GIORNO 5 – Mercato galleggiante di Damnoen Saduak
Ultimo giorno a Bangkok e mi manca ancora da visitare una delle cose che ho sempre voluto, il mercato galleggiante. Preferisco andare a quello di Damnoen Saduak distante un’oretta dalla capitale perchè leggermente meno turistico di quello di Bangkok. Smartphone alla mano con Uber riesco a contattare un autista privato ed accordarmi. Arrivato al mercato non resta che trovare un barcarolo che ci faccia salire sulla sua barca e contrattare per l’ennesima volta, il prezzo cala quasi di un decimo, addirittura accetta pagamento in €. Ci siamo, si parte!

Damnoen Saduak
Floating Market, Damnoen Saduak

L’esperienza si fa subito interessante e immediatamente si comincia a respirare un’atmosfera folcloristica incredibile. Ci sono decine e decine di piccole imbarcazioni parcheggiate ai bordi del fiume cariche di frutta, pentole piene di cibo, souvenir, tessuti, oggetti d’artigianato ed altrettante barchette cariche di turisti che si avvicinano e si scansano a vicenda tra gli stretti canali del fiume. Non ho mai visto così tanti colori tutti insieme. Molteplici profumi di carne stufata, frutta grigliata e pesce fresco si mischiano tra loro. Il brusio generale con accento asiatico di fondo completa la scena.

Damoen Saduak
Floating market, Damoen Saduak
Damoen Saduak
Floating market, Damoen Saduak
Damnoen Saduak
Floating Market, Damnoen Saduak
Damoen Saduak
Floating market, Damoen Saduak
Damoen Saduak
Floating market, Damoen Saduak
Damnoen Saduak
Floating Market, Damnoen Saduak
Damnoen Saduak
Floating Market, Damnoen Saduak
Damnoen Saduak
Floating Market, Damnoen Saduak

Continuiamo il percorso addentrandoci nelle vie interne del fiume dove il caos sparisce e le bancarelle ai lati diventano case tradizionali thailandesi. Si vedono anziani seduti sulle sedie e donne fare lavoretti manuali ai bordi del fiume, qualcuno sdraiato dorme su delle amache, alcuni bambini giocano indisturbati. Regnano il silenzio e la pace, ci accompagnano i dolci sguardi degli abitanti incuriositi e come sempre sorridenti. Visitare un mercato galleggiate in Thailandia credo sia una tappa OBBLIGATORIA. Credetemi, è un’esperienza indescrivibile. Se siete viaggiatori più che turisti, non saltatela.
Finito il giro al mercato torno dall’autista che mi ha cortesemente aspettato e torno in hotel a Bangkok per poi tornare in aeroporto. Qui finisce il mio primo, stupendo ed indimenticabile viaggio in Thailandia.

 

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