THAILAND, Koh Phangan & Bangkok

ITALIANO: La Thailandia è stata il paese che ho scelto come mia prima meta intercontinentale. Mi ha sempre attirato questo mix di terre ancora culturalmente incontaminate e città tecnologicamente all’avanguardia. Il mio viaggio si è diviso in 2 tappe, l’isola di Koh Phangan e Bangkok. La capitale Bangkok ovviamente doveva essere compresa, Koh Phangan è stata scelta come isola tropicale dove rilassarmi per due semplici motivi:

  • non volevo incombere in spiagge affollate e totalmente prede del turismo occidentale,
  • il periodo estivo italiano corrisponde con la stagione delle piogge in Thailandia e, avendo a disposizione l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto, ho scelto la parte interna del golfo dove le piogge iniziano verso fine agosto.

Il più grande consiglio che posso dare al merito, fare Bangkok PRIMA del periodo di relax. Bangkok è immensa, caotica, calda, devastante.  Io ho dovuto fare al contrario per comodità di itinerario, ma è stato veramente faticoso incombere in Bangkok dopo 1 settimana di paradiso tropicale.

KOH PHANGAN

Sull’isola di Koh Phangan le spiagge sono innumerevoli, quasi tutte paradisiache. L’aria che si respira è quella di un’ isola rimasta ancora fuori dal turismo di massa occidentale. Nel periodo di fine Luglio ho potuto godermi spiagge quasi deserte di sabbia bianca con acqua cristallina, peccato che per avere acqua alta oltre le caviglie è necessario fare un bel pezzo a largo. Il resort dove ho alloggiato è il Phangan Beach Resort, situato in una baia privata sulla spiaggia di Baan Tai nella costa occidentale dell’isola. Ovunque ci si trovi su quest’isola, le spiagge sono quasi sempre bianche come la farina, immense e piene di enormi alberi di palma che le delineano sul confine tra foresta pluviale e spiaggia. Scenari unici. Da visitare c’è l’imbarazzo della scelta, tra i numerosi templi e luoghi di preghiera con un’atmosfera veramente rilassante e le numerose possibili escursioni da fare nella foresta pluviale, è impossibile non riuscire a sapere cosa fare. Io mi sono appassionato anche soltanto nel guardare le tipiche casette in legno dei villaggi dentro ed adiacenti alla foresta.
Sicuramente uno dei pub più in voga dell’isola per un drink prima di cena è l’Amsterdam Bar, si trova nella costa occidentale dell’isola su una rocca vista mare, tramonto spettacolare!! Non andateci troppo tardi altrimenti non troverete posto nemmeno in piedi.
Una cosa molto caratteristica ed affascinante che ho fatto a Koh Phangan è stata assistere ad una serata di Muay Thai, sport seguitissimo ed acclamatissimo dai sorridenti thailandesi, al Diamond Arena. Meno di 15€ per l’ingresso e si assiste a 5-6 incontri spettacolari con una sportività nell’aria imparagonabile.

Una delle cose più difficili da fare a Koh Phangan è sicuramente decidere dove mangiare. Ci sono un numero sterminato di ristoranti/bar arrangiati e non, dove una colazione all’inglese costa circa 2€ ed un pranzo/cena di 2 portate si ferma sui 5€. Elenco alcuni ristorantini sparsi sull’isola dove ho mangiato e mi sono trovato molto bene: The Shack (vicino zona Baan Tai), Nong M Seafood (zona Chaloklum), Mam Place (zona Baan Tai), Wangsai Restaurant (zona Koh Ma), Zen Restaurant, Hub, Lexy Pancakes and Burgers…
Credo tutti i giorni ci siano i classici mercati alimentari asiatici ma di sabato a Koh Phangan c’è il mercato serale, veramente pienissimo con migliaia di banchetti con ottimo cibo da strada thai e vestiti super low cost. Da non perdere!
Koh Phangan non è molto piccola come sembra, per muoversi la miglior scelta è quella di noleggiare un motorino (circa 6€ al giorno) senza assicurazione e potrete girare in lungo e in largo tutta l’isola. Attenzione che spesso si trovano strade impraticabili, per esempio quella per raggiungere la famosa Bottle Beach. Ci si può spostare anche con i taxi, ce ne sono a centinaia e la tariffa a tratta non va sotto i 100 thb (poco più di 2€).
Oltre le bellezze naturali di questa isola, Koh Phangan mi ha colpito particolarmente per il sorriso della gente che non è mai mancato in qualunque occasione. Vedere queste persone che, nonostante vivano in un ambiente incredibilmente opposto alla nostra Europa, ti mette di buon umore gia dal mattino. Sorridono tutti.

BANGKOK

Come ho gia detto, Bangkok è immensa, caotica, calda, devastante.
Il caldo è diverso dal nostro in Europa, il sole ti cuoce e il mix smog/umidità ti fa mancare il respiro. Bangkok è anche la città degli eccessi in tutti sensi: da PatPong quartiere parco divertimenti sessuale a cielo aperto, a Sukhumvit centro finanziario della città con gli innumerevoli grattacieli e centri commerciali, alle bidonville di legno e lamiera costruite lungo il fiume Chao Phraya.
Una cosa che accomuna tutti però, è il simbolo della città: il TUK TUK. Mezzi di trasporto ormai destinati quasi esclusivamente ai turisti, con 100 THB (trattando) ti portano ovunque nella città ad inaspettate velocità!!
Di Bangkok mi ha colpito molto la semplicità delle cose, dallo stile di vita delle persone del posto agli interni dei locali dove ho mangiato. Nonostante la Thailandia abbia ricevuto una grossa influenza occidentale negli ultimi decenni, le persone non hanno dimenticato le loro origini ed abitudini.Bangkok è stata la mia prima metropoli extraeuropea, la prima città “diversa” da quelle a cui ero abituato a vedere; nel suo bizzarro equilibrio tra ricchezza ed estrema povertà si intravedono scenari unici e suggestivi. Tra religione e cultura, la Thailandia è stracolma di siti religiosi e Bangkok non è da meno. Moltissimi i templi mastodontici di color oro accecante.La caoticità di Bangkok si esprime al massimo della sua forma nel quartiere di China Town. Un piccolo “paese-mercato” dove ci sono più bancarelle che particelle di ossigeno nell’aria, una miriade di colori sparati dalle centinaia di insegne commerciali ai lati delle strade ed un luccichio dorato che spicca dalle molteplici vetrine di gioiellerie cinesi.
Anche se in maniera più contenuta rispetto all’isola di Koh Phangan, il popolo thailandese è SEMPRE apparentemente solare. Le persone del posto, sia per le strade che sul luogo di lavoro, non esitano mai nel rispondere ad una domanda nella maniera più gentile possibile, e spesso si riesce a strappar loro anche un sorriso.
Se siete nei paraggi non perdetevi assolutamente uno dei famosissimi mercati galleggianti, vi consiglio il Damnoen Saduak Floating Market ad un ora e mezza di auto da Bangkok, tra i più autentici e famosi di tutta la Thailandia. In questo posto riuscirete a respirare un’aria particolare e a fare tantissime foto coloratissime. Per raggiungerlo ho ingaggiato un autista privato tramite l’app Grabber, il quale ci ha accompagnati andata/ritorno con tanto di 2 ore di attesa “dei nostri comodi”.
 

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